Comunicazione cross-culturale / interpretazione / traduzione

Interpreti e traduttori con lieto fine

13 giugno 2013

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Immaginatevi la scena: la sposa fa il suo ingresso trionfale accompagnata dalle note della marcia nuziale. Ad attenderla all’altare lo sposo, i testimoni, il celebrante e… l’interprete.

Potrà sembrarvi un elemento fuori luogo, un po’ come nel gioco Trova l’intruso, ma chi l’ha detto che l’habitat naturale di interpreti e traduttori giurati sia solo ed esclusivamente il tribunale, in buona compagnia di avvocati, giudici e PM? Anche il luogo di culto, la casa comunale o qualunque altra location destinata a celebrare il matrimonio possono essere una valida alternativa, soprattutto se la coppia di futuri sposi ha oggettive difficoltà a comprendere la lingua in cui il rito verrà celebrato.

Ci troviamo di fronte a uno dei tanti luoghi comuni su interpreti e traduttori; focalizzati sulle occasioni e sugli incarichi più ricorrenti per i cosiddetti CTU, periti o ausiliari di PG (processi civili e/o penali), dimentichiamo spesso che anche il matrimonio è un evento in cui la figura dell’interprete o del traduttore ha il suo perché.

Ma cosa fa esattamente un interprete a un matrimonio e quando e perché è necessario che ce ne sia uno? Di certo, poco ha a che vedere con l’organizzazione, la scelta dell’abito e della location, le damigelle e le innumerevoli altre voci in linea con l’argomento. L’interprete non è chiamato a improvvisarsi wedding planner (anche se alla futura coppia potrebbe venire in mente di delegare qualche incombenza extra, come ad esempio, spiegare al fotografo che stile di scatti si preferisce o comunicare all’estetista che la sposa preferirebbe un make-up sobrio), ma a coadiuvare il celebrante durante lo svolgimento del rito del matrimonio.

La presenza dell’interprete è giustificata per legge, e regolamentata dal Decreto del Presidente della Repubblica del  3 novembre 2000 n. 396, quando uno o  entrambi i futuri sposi  siano cittadini stranieri che non conoscono la lingua italiana. La presenza dell’interprete è necessaria anche qualora siano i testimoni a non conoscere la lingua italiana. Il compito dell’interprete e/o del traduttore è quindi quello di aiutare la coppia nella comprensione e nello svolgimento del rito, sia esso civile o religioso.

In particolare, all’interprete e/o al traduttore giurato,  vengono affidati i seguenti compiti:

  1. traduzione giurata dei documenti  da presentare all’ufficiale dello stato civile;
  2. interpretazione della dichiarazione di assenza di impedimenti, sottoscritta dai futuri sposi, davanti all’ufficiale dello stato civile in sostituzione delle pubblicazioni di matrimonio, se la coppia non è domiciliata né residente in Italia;
  3. interpretazione del processo verbale durante la celebrazione del matrimonio, sia esso civile che religioso.

L’interprete e il traduttore dovranno previamente prestare il giuramento di bene e fedelmente adempiere all’incarico ricevuto.

Per avere un’idea sulla documentazione utile all’interprete e/o traduttore, ecco una rapida carrellata sulle tipologie di matrimonio  che è possibile celebrare in Italia:

MATRIMONIO CIVILE

I cittadini stranieri possono validamente contrarre matrimonio in Italia, secondo il rito civile italiano. Questo è regolato dagli artt. 84 e seguenti del Codice Civile, è celebrato nella Casa Comunale dal Sindaco o da un suo delegato, pubblicamente, alla presenza di due testimoni.

Le condizioni per contrarre matrimonio sono regolate dalla legge del Paese di appartenenza dei futuri sposi e il documento fondamentale per la celebrazione del matrimonio degli stranieri in Italia è il nulla osta, rilasciato ai sensi dell’art.116 del Codice Civile Italiano, dalla competente Autorità del Paese d’origine, o documenti equivalenti rilasciati in base a specifici accordi o convenzioni internazionali. Il nulla osta deve attestare che non esistono impedimenti al matrimonio secondo le leggi del Paese di appartenenza e deve chiaramente indicare i seguenti dati: nome, cognome, data e luogo di nascita, paternità e maternità, cittadinanza, residenza e stato libero; deve inoltre riportare la dichiarazione che lo straniero può contrarre matrimonio.

Il nulla osta al matrimonio può essere rilasciato:

  • dall’Ambasciata o Consolato dello Stato estero di appartenenza in Italia (la firma deve essere legalizzata in Prefettura per gli Stati che non hanno aderito alle Convenzioni che ne prevedono l’esenzione);
  • dall’Autorità competente dello Stato di appartenenza, nel caso che la normativa dello Stato estero lo permetta (i documenti rilasciati all’estero devono essere tradotti in lingua italiana e legalizzati dall’Autorità italiana nello stesso Stato estero).

Come già segnalato, i futuri sposi stranieri non domiciliati né residenti in Italia, anziché richiedere le pubblicazioni di matrimonio, dovranno sottoscrivere un verbale nel quale dichiarano che non esistono fra di loro impedimenti di parentela, affinità, adozione o affiliazione, né altri impedimenti previsti dagli artt. 85, 86, 87 n.1, 2 e 4 e 88 del Codice Civile. Il verbale può essere sottoscritto, presso l’Ufficio dello Stato Civile, alcuni giorni prima del matrimonio, anche senza la presenza di testimoni.

La documentazione necessaria per la predisposizione degli atti  e le copie dei documenti di riconoscimento degli sposi, dei testimoni e dell’interprete, devono pervenire all’ufficio almeno 10 giorni prima della data fissata per il matrimonio.

MATRIMONIO RELIGIOSO

Sono riconosciuti gli effetti civili del matrimonio secondo il rito cattolico o di altri culti, sia che siano state stipulate le Intese con lo Stato Italiano, sia che non siano state stipulate. In questi casi, il Parroco o il Ministro di Culto davanti al quale il matrimonio sarà celebrato, richiede la dichiarazione di assenza di impedimenti all’Ufficiale dello Stato Civile.

Il Parroco o il Ministro del culto stabilisce, in accordo con gli sposi, il giorno, l’ora, e il luogo della celebrazione, secondo il rito religioso. Entro i successivi cinque giorni, fa recapitare l’atto di matrimonio al Comune nel cui territorio è stato celebrato ai fini della trascrizione. Nel caso di sposi con residenza diversa da quella del luogo di celebrazione, l’Ufficiale dello Stato Civile provvederà a trasmettere copia dell’atto trascritto  ai Comuni di residenza.

Il compito dell’interprete sarà come sempre impegnativo, ma preparandosi a dovere, attenendosi alla normativa e munendosi di una confezione di Kleenex®, per ogni evenienza, il risultato sarà di certo a lieto fine!

E voi, avete altre occasioni “fuori dal comune” da citare che hanno visto protagonisti interpeti e traduttori?

Per le foto di questo post, si ringraziano Nicasio Ciaccio e Giovanni Giattino.

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Commenti (4)

  • giugno 14, 2013 by Flavia

    Flavia

    Posso dire che nell’arco dei miei quasi 30 anni di lavoro come interprete e traduttore per le autorità giudiziarie e forze dell’ordine sono state numerose le occasioni in cui sono stata chiamata a prestare i miei servizi come interprete nei matrimoni civili in cui uno o entrambi i coniugi erano stranieri per non parlare dei battesimi, ruolo molto più impegnativo in quanto il sacerdote pone diverse domande sia ai genitori del battesimando che ai padrini e lì bisogna davvero essere ferrati anche sul contenuto del rito religioso………

    • giugno 14, 2013 by Maria Elena

      Maria Elena

      Grazie per il tuo commento Flavia. Concordo sulla “doppia” difficoltà del rito religioso… avrò modo di mettermi alla prova a breve e di testare così le mie reminiscenze sulla catechesi! Ti farò sapere…

  • giugno 21, 2013 by Junying Kirk

    Junying Kirk

    I was at a wedding for a Chinese girl marrying an English gentleman once, as an interpreter. It was certainly one of the more interesting assignments, and a happy one. There are more unpleasant ones in prison or Police cells, and one of the most heart-breaking cases for me was to be interpreting for an undertaker and a pair of grieving parents, over their son’s dead body! A total contrast – is that ‘unordinary’ enough?

    Interesting article!

    • giugno 24, 2013 by Maria Elena

      Maria Elena

      Thanks for your comment Junying! Well, unfortunately we also have to deal with very unpleasant situations such as the one you described… but that said, we can really handle everything, for better or for worse.