Comunicazione / Vino

Il marsala: dalle piramidi all’infografica

30 maggio 2016

Tag:, , , ,

Obiettivo difficile, ma non impossibile. Spiegare con l’aiuto delle immagini ai commensali di un ristorante uno tra i vini più complessi e ostici della produzione vitivinicola del Bel Paese: il marsala.

A pensarci bene, mi ci è voluta un po’ più che la sana incoscienza (oltre a una gran bella dose di irriverenza nei confronti del Consorzio di tutela) per ridurre un documento, tanto complicato quanto ufficiale e altisonante come un Disciplinare di produzione, a uno schematico bozzetto corredato di immagini, tanto caro all’internette dei nostri giorni e chi-

Il vino marsala spiegato con un’infografica

amato infografica. E non mi sono cimentata nell’impresa per puro esercizio di stile, in un’epoca in cui “Content is King” e i contenuti devono essere trasformati, declinati e moltiplicati in più forme per essere adatti al mezzo. Niente affatto. Il motivo era la creazione ad hoc per un supporto fisico, scritto, maneggiabile, come solo la carta dei vini di un ristorante può essere.

Emanuele Russo, chef e patron del Ristorante Le Lumie di Marsala, aveva le idee molto chiare: non essere banali. Quindi bando alle solite cose, trite e ritrite, presenti presso cantine, enoteche, bar e altri locali della zona, ma anche sui libri di riferimento (famosi gli schemi a “piramide” del prof. Trapani, sulla sua monografia dedicata ai vini di Marsala). Emanuele voleva uno strumento di facile consultazione, visivamente chiaro e immediato. Da qui l’idea di creare qualcosa ex novo, fatta apposta per la sua carta dei vini, al cui interno è presente una consistente sezione dedicata al vino liquoroso più famoso d’Italia.

Oltre a un breve racconto introduttivo su questo grande vino siciliano e sui suoi tradizionali predecessori, c’era soprattutto bisogno di una presentazione più immediata, comprensibile e schematica su cosa è il marsala, per guidare i commensali nella scelta del vino liquoroso del territorio più adatto a loro. Uno strumento funzionale quindi alle attività della sala di un ristorante, consultato praticamente da tutti gli avventori, trovandosi insieme alla carta dei dessert per motivi abbastanza ovvi. Uno strumento di consultazione, ma con una forte valenza culturale e di promozione del vino locale più conosciuto, in particolare dai “forestieri”.

Di esempi e tentativi per sviscerare i segreti di un vino che si declina in ben 29 tipologie ne esistono tanti in circolazione, sia offline (libri di enologia, pubblicazioni tecniche di vario tipo, ma anche cartellonistica specifica presente all’interno delle diverse cantine della città) che in rete (siti di aziende produttrici e portali sul vino italiani ed esteri), ma sono stati tutti scartati, viste le specifiche richieste. L’ispirazione è comunque servita, soprattutto sbirciando su siti anglofoni a tema vino (quelli “seri”) che hanno sdoganato l’infografica già da tempo, e in particolare il portale di Madeline Puckette & co., Wine Folly.

Dall’ispirazione (e dalla correzione di alcune piccole imprecisioni) alla bozza di questa nuova pagina della carta dei vini, il passo è stato breve, grazie alla mia app preferita per tutto ciò che è grafica “user friendly” sul web, Canva.

Per funzionalità, ho scartato il classico formato dell’infografica (in genere troppo lungo e stretto per finire all’interno del menu di un ristorante) e ho preferito il più classico formato A4, facilmente trasformabile anche in A5, con le giuste proporzioni.

Il risultato definitivo, creato utilizzando la versione free dell’app preferita di Guy Kawasaki, lo trovate sia sul sito web del Ristorante Le Lumie che, ovviamente, nella versione cartacea della carta dei vini.

1
1 likes