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Degustare il vino ai tempi del COVID-19

28 Marzo 2020

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Siamo in quarantena da oltre due settimane. Lontani dagli affetti, dai luoghi di lavoro (ma in smart working), dalla normalità delle nostre vite prima dell’arrivo del coronavirus e dall’escalation dei contagi. E la tecnologia è l’unica consolazione a questa “clausura” forzata, a cui cerchiamo di dare un senso con una socialità che passa dalla semplice video-chiamata all’ormai dilagante “aperitivo digitale”.

Il vino, elemento di socializzazione per antonomasia, in tempi di social distancing, a causa o grazie al dilagare del COVID-19 diventa stimolo social senza precedenti. L’essere costantemente connessi, fondamento indiscusso di molte app social, Facebook e Instagram in testa, con la diffusione del coronavirus e l’obbligo di restare a casa, diventa l’unico modo per continuare a intrattenere relazioni sociali e condividere le nostre passioni, le uniche in grado di distrarci in un simile, surreale, frangente.

Il vino è una di queste, soprattutto se a non poterne fare a meno sono i cosiddetti wine lover, gli operatori del settore rappresentati dalle varie associazioni di sommelierie e non solo, dalla stampa specializzata e dai produttori, che hanno trovato nella rete e nell’e-commerce l’unico modo per riuscire a commercializzare, seppur con numeri inferiori a quelli abituali, le proprie produzioni, in tempi in cui la chiusura di bar e ristoranti ha tagliato fuori il cosiddetto canale Ho.Re.Ca.

Ed ecco che, oltre ai piccoli gruppi di appassionati, che si riuniscono almeno una volta a settimana in video conferenza portando la propria bottiglia di vino, in un BYOB decisamente diverso dal solito, nascono contest e iniziative sponsorizzate dall’una o dall’altra associazione di vino, che si tratti di formazione a distanza, degustazioni a tema, improbabili catene, messaggi di speranza e di solidarietà o attività creative, il tutto con un unico denominatore comune: la condivisione sul web o sui social network.

A oggi, da rappresentante della categoria su più fronti (e per più associazioni) e da “alcolista conosciuta”, come spesso scherzosamente mi definisco, non potevo che farmi travolgere da questo vortice di eno-appuntamenti social, sia scegliendo settimanalmente una bottiglia dalla cantina privata, da proporre agli amici appassionati di vino, capitanati da Dario Pizzuto, ideatore di MyWineNotes, che facendomi coinvolgere in iniziative fortemente caldeggiate da alcune delle associazioni di cui faccio parte, ONAV e Le Donne del Vino tra queste, per lanciare un messaggio positivo (e di bere consapevole) in un momento così difficile per l’intera umanità.

Per l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, in particolare, ho cercato di dare sfoggio di tutto il mio “self control social” per raccontare un’etichetta a me cara (il Grillodoro di Tenuta Gorghi Tondi, unico vino muffato di Sicilia) all’intera platea degli assaggiatori italiani, con dovizia di particolari e degustazione live a telecamere accese (ovviamente, truccata e pettinata di tutto punto, dal busto in su!). Il contest, iniziato il 26 marzo dal titolo #ilvinociunisce si protrarrà fino al 13 aprile ed è un vero e proprio “concorso a premi”, che ha l’obiettivo di distrarci e farci pensare positivo, in questi giorni drammatici, oltre che continuare a promuovere uno dei capisaldi dell’ONAV, vale a dire la diffusione della cultura del vino attraverso le degustazioni video dei singoli soci.

Taglio decisamente diverso per Le Donne del Vino, con l’iniziativa #ledonnedelvinoconvoi, che vuole far volare con l’immaginazione chi, costretto a casa, sogna comunque le tante mete del turismo eno-gastronomico del Bel Paese, con l’unica modalità possibile in tempi di quarantena: il video-racconto. Ed ecco che la presidente nazionale, Donatella Cinelli Colombini, esorta le produttrici a far sognare i wine lover con immagini e video delle rispettive cantine e vigneti. Un viaggio virtuale ma non meno interessante, alla scoperta delle meraviglie vitivinicole italiane, fatto di immagini di repertorio o di riprese live dai vigneti, nel momento in cui la natura si risveglia e ci ricorda che c’è sempre speranza. Il mio contributo, in questo caso, è stato ideare il video racconto di Annamaria Sala, Donna del Vino siciliana come me, per la sua tenuta di famiglia a Mazara del Vallo, bypassando l’impossibilità di andare fisicamente in cantina per la registrazione. Immaginare vigne e cantine come in un sogno ad occhi aperti è stato l’escamotage trovato per fare immergere lo spettatore totalmente nella natura, accompagnato dalla voce della produttrice.

E poi ci sono i creativi che, con i loro colpi di genio, riescono a strapparci un sorriso. È il caso del contest #iorestoacasa: vota l’etichetta vincente lanciato dal wine blog Intravino, il mio preferito in assoluto, per la dissacrante ironia che spesso lo caratterizza, e per le penne che lo popolano. Il progetto è ideato da Martino Lapini Azeglio Bozzardi, due creativi milanesi, che nel vino hanno trovato un grande passatempo scovando nelle etichette degli slogan per esorcizzare la paura da coronavirus. Ovviamente non si vince nulla, ma qualche momento di buonumore è assicurato.

Ottimismo e distrazione, due grandi cure contro lo sconforto, la paura e l’insofferenza, di cui potremmo essere facili prede in questi giorni di reclusione obbligata e necessaria. Io, da inguaribile ottimista, continuo a vedere il bicchiere mezzo pieno, e spero con tutto il cuore che si possa, finalmente, tornare ad abbracciare i nostri cari, di certo la cosa che più ci manca di questa socialità virtuale ma a distanza.

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Autore

Maria Elena Leta